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Ingmar Weber's paper 'Studying International Mobility through IP Geolocation'

Publication Date:
21/02/2013
Category:
In the News

The increasing ubiquity of Internet use has opened up new avenues in the study of human mobility. Easily-obtainable geolocation data resulting from repeated logins to the same website offer the possibility of observing long-term patterns of mobility for a large number of individuals. This research uses data on the geographic locations from where over 100 million anonymized users log into Yahoo! services to generate the first global map of short- and medium-term mobility flows.

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Così le mail raccontano le rotte degli italiani in fuga
VLADIMIRO POLCHI, La Repubblica
UN FIUME di account in fuga dall'Italia. Migliaia di computer si spengono, per riaccendersi altrove: da New York a Bucarest. Sono le nuove rotte delle migrazioni, perché dietro al flusso informatico si cela un flusso di lavoratori e studenti. È quanto fotografa uno studio internazionale, che ha potuto spulciare tra oltre 100 milioni di account Yahoo nel mondo.
IL risultato? Una mappa globale della mobilità e una notizia: la Romania è entrata a far parte delle "destinazioni top" dal nostro paese.
A fotografare i flussi internazionali è una ricerca di un gruppo interdisciplinare, che include un demografo (Emilio Zagheni), un informatico (Ingmar Weber) e un sociologo (Bogdan State), presentata all'International Conference on Web Search and Data Mining. I tre ricercatori, studiando gli spostamenti geografici di oltre 100 milioni di utilizzatori Yahoo nel mondo (garantendone ovviamente l'anonimato), hanno tracciato una mappa delle migrazioni internazionali per il periodo 20112012, sulla base di chi ha passato oltre tre mesi in un Paese diverso da quello di residenza.
Stando allo studio, gli Usa dominano le destinazioni globali dei migranti, essendo la meta preferita per 58 nazionalità sulle 132 esaminate (il 44%).
Seguono, nella classifica, Gran Bretagna, Francia, India e Australia. Non solo. La ricerca ha scoperto l'apertura di corridoi di migrazione prima sconosciuti, come quello tra Cuba e Venezuela, e la nascita di nuovi "hub" dell'immigrazione in Asia (Cina e India).
Quanto all'Italia, le destinazioni più gettonate per chi lascia il nostro Paese sono nell'ordine: Gran Bretagna, Spagna, Germania, Usa, Francia, Romania, Brasile, Svizzera e Australia. E qual è l'identikit del nostro emigrante? Difficile tracciarlo, molto dipende dalla meta. Se gli Stati Uniti si confermano come polo d'attrazione di lavoratori e cervelli in fuga, l'Australia e il Brasile rappresentano quasi delle new entry sul mercato, mentre all'orizzonte si affacciano Cina e India. Gran Bretagna (in testa tra le destinazioni dall'Italia), Francia, Germania e Spagna restano invece ben salde tra le mete all'estero dei nostri studenti. «Rispetto alle statistiche ufficiali - spiega Zagheni - alcune mete sono rimaste simili, come Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Tra le novità, la maggiore è senz'altro la presenza in classifica della Romania».
Sarà perché mentre l'economia italiana arranca, quella romena (entrata nell'Unione europea nel 2007) ha visto il suo Pil tornare a crescere del 2,5% nel 2011 e dell'1,5% nel 2012. E così tra nuove opportunità di business per le imprese tricolori e studenti in fuga dalle nostre facoltà a numero chiuso cresce il flusso di italiani verso l'Est. «In verità - precisa Zagheni - il piazzamento della Romania tra le prime destinazioni dei trasferimenti dall'Italia si spiega solo alla luce di un mix fatto sia di migrazioni di ritorno, che di maggior integrazione tra i due Paesi». Insomma a volare oggi a Bucarest sono tanti italiani, certo, ma ancor più romeni.
«Molti miei connazionali stanno tornando a casa - conferma Eugen Terteleac, presidente dell'associazione dei romeni in Italia - e per tutto il 2012 il rientro è stato "volontario". Si è trattato cioè di lavoratori che hanno avuto la fortuna di trovare un buon impiego in patria. Dalla fine dell'anno scorso le cose sono cambiate e si assiste sempre più a rientri "forzati": romeni che lasciano l'Italia perché hanno perso il lavoro e per colpa della crisi non riescono più a sopravvivere a un costo della vita tanto elevato». E gli italiani in Romania? «Sono sempre di più, da quando il Paese è entrato in Europa. Si tratta di studenti che vanno a iscriversi alle università romene di medicinae odontoiatria, dopo aver fallito i test di ingresso nelle facoltà italiane - racconta Terteleac - e di imprenditori che vengono a investire in un Paese emergente e con un Pil in lieve crescita, ma in cui tutto è ancora da fare e costruire, a partire dalle infrastrutture. Non è un caso che nel 2011 il valore dell'interscambio commerciale tra Italia e Romania ha superato i 12 miliardi di euro, secondo solo a quello con la Germania». Non solo. Come si legge sul sito della nostra ambasciata a Bucarest, la Romania è il Paese che vanta il record di imprese italiane all'estero.
Basta dare una letta ai numeri: l'Italia ha lì oltre 32mila aziende attive che danno lavoro a 800mila romeni.

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